I dati relativi al rispetto dei tetti di spesa evidenziano una situazione problematica che si è andata aggravando nel corso degli anni.
Al fine di comprendere il problema ed affrontarlo, la Direzione regionale ha avviato nel 2006, con il supporto degli Uffici scolastici provinciali, una indagine presso tutti i Dirigenti scolastici delle istituzioni secondarie di primo grado del Piemonte.
Dalle relazioni scritte e dalle interviste telefoniche svolte con i Dirigenti scolastici, sono emerse principalmente le seguenti cause alla base dello scostamento:
- l'esigenza di continuità didattica con adozione di testi tra loro coordinati nei tre anni di corso; infatti, molte istituzioni evidenziano che i libri sono individuati, per l'intero corso triennale, al momento della delibera delle adozioni per la classe prima, ed il costo è definito in quel momento; negli anni successivi, quando emerge il superamento dei tetti di spesa, è troppo tardi per porvi rimedio;
- l'attivazione della riforma ha determinato la necessità di inserire libri di testo aggiuntivi per la seconda lingua comunitaria, l'informatica, l'educazione alla convivenza civile, il solfeggio e lo strumento musicale ecc.;
- l'aumento dei prezzi dei libri, a fronte di tetti di spesa costanti, ha reso sempre più difficile il rispetto di questi ultimi.
Dopo questa fase di comprensione delle problematiche evidenziate dalle scuole, si è passati all'esame degli interventi correttivi messi in atto dai Dirigenti scolastici per contenere la spesa delle famiglie. Gli interventi più diffusi sono stati:
- trasformare da obbligatori a consigliati alcuni manuali;
- ricorso al prestito d'uso;
- sostituzione, per alcune materie, del libro di testo con fascicoli prodotti e fotocopiati dalle scuole, o con strumenti infotelematici (internet, cd);
- alcune scuole hanno cercato di contenere la spesa regolando in modo accurato le procedure di adozione, la tempistica e il ruolo dei diversi soggetti e organi coinvolti (singoli docenti, organi collegiali).
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